Il giorno 4 febbraio 2026 la classe V A Amministrazione, Finanza e Marketing ha partecipato a un’uscita didattica presso il teatro Ghione di Roma dove si è svolto lo spettacolo teatrale
“Uno, nessuno e centomila”, dal romanzo omonimo di Luigi Pirandello, uno dei più grandi intellettuali del Novecento.
A poco più di un secolo dall’uscita del romanzo a puntate, nel dicembre del 1925, nella rivista La Fiera Letteraria, il messaggio dell’autore è oltremodo moderno e attuale; ieri come oggi infatti, e ancor più in una società tecnologizzata come la nostra, si ripropone con urgenza il tema della identità frantumata, delle molteplici forme e apparenze con cui l’uomo è costretto ogni volta a confrontarsi, delle innumerevoli realtà illusorie con cui deve fare i conti. Dal libro di testo studiato in classe alla rappresentazione scenica, i ragazzi hanno riflettuto su quanto sia fondamentale rimanere se stessi, non uniformarsi alla massa, anche a costo di non essere compresi; quanto sia importante liberarsi dalle maschere che ci vengono arbitrariamente attribuite, abbracciando la mutevolezza del vivere e del vivere senza pregiudizi. La vera libertà infatti si trova nel liberarsi dal peso delle aspettative altrui e lasciandosi immergere nel divenire della vita, accettando anche l’incertezza e il dubbio. D’altronde in ognuno di noi esistono tante identità, ognuna diversa a seconda di chi ci guarda e del contesto in cui siamo; in una società in bilico tra il reale e il virtuale, tra l’essere e l’apparire, diventa urgente la necessità di ritrovare se stessi e di rimanervi autenticamente fedeli.
Vitangelo Moscarda ci ricorda allora che quello che conta è l’individualità unica e irripetibile di ciascun essere umano nella misura in cui si renda capace di condurre in prima persona la propria vita.
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