Un atto antico ma da riscoprire in modo diverso, soprattutto a scuola: nell’era della pervasività digitale, la lettura rappresenta una dimensione intima, di dialogo con se stessi, eppure è possibile trasformarla in un’occasione di confronto e condivisione, lasciando spazio e tempo alle parole, ma soprattutto alle emozioni. Imparare a riconoscerle e gestirle attraverso i libri si può ed è questo l’obiettivo dell’incontro di biblioterapia educativa promosso dalla Biblioteca comunale di Ladispoli – da sempre molto attenta al mondo della scuola e dei giovani lettori – in collaborazione con l’Associazione «Magic Blue Ray» guidata da Dario Amadei ed Elena Sbaraglia. Dal 2004 i due professionisti lavorano in moltissime scuole di Roma portando nelle aule esperienze di lettura e crescita emotiva. «Per troppo tempo si è creduto che le emozioni non si potessero insegnare. In realtà il nostro mondo emotivo influenza profondamente il modo in cui viviamo le relazioni, il lavoro e la vita quotidiana. Ma troppo spesso accade che gli adulti non sappiano ascoltare i giovani». – hanno sottolineato – Le storie, nella biblioterapia, diventano uno strumento prezioso per attingere alla «scatola delle emozioni», riconoscerle e renderle amiche. E martedì 13 ottobre gli studenti della classe IV T dell’Istituto Alberghiero di Ladispoli, accompagnati dalla Prof.ssa Concetta Allocco e dalla Prof.ssa Federica Sbrana, hanno avuto modo di confrontarsi liberamente fra loro, a partire dalla lettura di alcune pagine tratte da «Follie di Brooklyn» di Paul Auster, «Cane nero» di Levi Pinfold, «La metamorfosi» di Franz Kafka e altri testi letterari che sono diventati lo spunto per una riflessione aperta sulle emozioni e, in particolare, sull’ansia individuata da molti allievi come la più difficile da contrastare. «Il metodo utilizzato è quello della bibliolettura interattiva. – hanno spiegato Dario Amadei ed Elena Sbaraglia – I partecipanti non restano spettatori passivi: leggono, discutono, confrontano le proprie esperienze e scoprono messaggi nascosti tra le pagine. L’obiettivo è trasformare la lettura in un’occasione di crescita interiore e di miglioramento della qualità della vita. In un tempo in cui l’ansia e la frenesia digitale rischiano di sovrastare i giovani, – hanno concluso – i libri e le narrazioni possono trasformarsi in quello che Paul Auster chiama l’“Hotel Esistenza”: un rifugio interiore in cui fermarsi, riconoscersi e ritrovare benessere proprio quando la vita si fa più difficile».

0